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Rapiti per giocoAvete già provato di tutto? Paracadutismo, rafting, bungee jumping? Siete alla ricerca di qualcosa di divertente, adrenalinico, che vi lasci veramente senza fiato?

Ci pensa Ultime Réalité, un’agenzia francese (con sede a Besançon, circa 450 chilometri da Milano) che offre una vasta gamma di “intrattenimenti” ad alto contenuto di adrenalina!

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Macchina di GoldbergReuben Lucius Goldberg, detto Rube, oltre ad essere stato ingegnere ed inventore era anche un fumettista comico e negli anni ’20 e ’30 del secolo scorso divertiva i propri lettori con disegni di complicatissimi meccanismi, che in realtà servivano solo a compiere operazioni molto semplici. E le macchine di Goldberg (che da lui prendono il nome) sono esattamente questo.

Mettere una palla in un cesto, pulirsi la bocca con una salvietta, rompere un uovo: nulla che non si possa complicare all’inverosimile, con una sfilza di meccanismi che si attivano l’un l’altro, in una sorta di reazione a catena.

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Event Horizon”Attenzione: non chiamate il 911!”.

Strane figure si stagliano sui cieli di NewYork e dall’alto dei tetti osservano gli ignari passanti. Ma niente paura, è solo arte!

Come riportato sul sito Vivere New York, da qualche giorno sui tetti dei palazzi della Grande Mela sono presenti delle statue a grandezza naturale, create dall’artista inglese Antony Gormley.

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Soy tu aireUscite dal lavoro stanchi morti? Tornate a casa sfibrati dal traffico cittadino? L’inverno vi sembra più lungo del solito e non vedete l’ora che arrivi la primavera? Insomma: avete bisogno di relax?

E allora cosa c’è di più rilassante che darsi alla pittura mentre si ascoltare una canzone? Non sapete disegnare? Nessun problema!

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AvatarizzatoVi è piaciuto Avatar, il film-evento di James Cameron? Vorreste correre attraverso le foreste di Pandora, pullulanti di strani e pericolosi animali a sei zampe? Vorreste avere le treccine, la pelle blu e un aspetto “super-cool”? Allora presto: avatarizzatevi!!!

Basta avere una foto-tessera e andare nel sito:

http://www.avatarizeyourself.com!

PS: quello qui di fianco sono io (grrrrr!)

SismografoIn questi ultimi mesi abbiamo assistito a diversi eventi sismici, sia in Italia (il terremoto in Abruzzo nell’aprile 2009) sia all’estero (ad Haiti lo scorso gennaio e in Cile pochi giorni fa). Spesso, per rendere conto della loro potenza devastante si usano delle scale di intensità (generalmente due).

Ma cosa sono la scala Mercalli e la scala Richter e che significato hanno?

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Scienziato pazzoNel 1991, in una sala del MIT (l’istituto di tecnologia del Massachussetts), vennero premiati per la prima volta i vincitori del “Ig Nobel“, ovvero una sorta di parodia dei famosi premi Nobel dove però vincono le ricerche più bizzarre, assurde e senza senso. Da allora ogni anno la cerimonia viene ripetuta ad Harvard e dieci fortunati scienziati ricevono questo ambito premio.

L’ideatore del premio, lo scienziato Marc Abrahams, spiega come vengano scelte le ricerche più “meritevoli”: “Tra le 25.000 riviste scientifiche andiamo a scovare e diamo visibilità a ciò di cui pochissimi sono al corrente e un po’ d’attenzione a chi ha condotto gli studi. Siamo una comunità di scienziati e tra tutte le ricerche selezioniamo quella che quando la leggi o te la raccontano per la prima volta, come prima reazione, ti provoca una genuina risata, a cui poi segue una faccia seria, perché la cosa merita di rifletterci su. Il criterio è first laugh then think. È un po’ come la migliore delle barzellette, però non è uno scherzo è una storia vera, supportata da dati e da studi documentati“.

Insomma, sono ricerche serissime!

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Google è un mio grande amico! Lo uso ormai per cercare (e trovare) qualsiasi cosa, dal numero di telefono di qualche vecchio compagno alla ricetta del risotto alla milanese (che generalmente ignoro e il tutto si conclude in “vai al Lidl, compra la busta col risotto precotto, mangia il risotto precotto. Prima dovevi cucinarlo, il risotto precotto!”).

Ieri, sopraffatto dalle sterminate potenzialità offerte da questo motore di ricerca… non sapevo più cosa cercare! Giuro! Black-out completo… Sono rimasto per qualche minuto così, inebetito… I miei due occhioni vuoti a fissare le sue due “OO” colorate… Loro fissavano me e io fissavo loro… Poi, timidamente, ho scritto “dov’è”. Non che ci fosse un motivo, non cercavo nulla di particolare.

Google, che sa cosa voglio (visto che io proprio non lo sapevo), mi ha offerto una lista di possibili ricerche (presumo siano quelle più importanti, più richieste o con un maggior numero di risultati). Ed eccoci al punto: non mi ero mai accorto dell’assurdità dei suggerimenti di Google quando si inseriscono parole di uso comune. Volete qualche esempio?

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