I ricercatori dell’Istituto di Fisica applicata “Nello Carrara” e dell’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Cnr di Firenze, in collaborazione con l’Università Vrije Universiteit di Bruxelles, hanno sviluppato una tecnologia a fibre ottiche in grado di dimostrare e quantificare la contraffazione dell’olio di oliva.
Si tratta di una sorgente laser “supercontinuum” in grado di rivelare la presenza di oli miscelati.
L’applicazione della tecnologia nel settore oleario permetterà di prevenire le frodi di miscelazione degli oli, spacciati poi per oli extravergini di alta qualità.
La stessa tecnologia è in via di sperimentazione per l’utilizzo nei campi dei succhi di frutta, delle birre, dei vini e di svariati prodotti alimentari liquidi.
Si cerca quindi di mettere un freno alle (sempre più numerose) frodi alimentari: meglio essere sicuri di cosa mettiamo sotto i denti!



