Macchina di GoldbergReuben Lucius Goldberg, detto Rube, oltre ad essere stato ingegnere ed inventore era anche un fumettista comico e negli anni ’20 e ’30 del secolo scorso divertiva i propri lettori con disegni di complicatissimi meccanismi, che in realtà servivano solo a compiere operazioni molto semplici. E le macchine di Goldberg (che da lui prendono il nome) sono esattamente questo.

Mettere una palla in un cesto, pulirsi la bocca con una salvietta, rompere un uovo: nulla che non si possa complicare all’inverosimile, con una sfilza di meccanismi che si attivano l’un l’altro, in una sorta di reazione a catena.

Ne troviamo degli esempi tra le pazze invenzioni di Willy il Coyote nel (sempre vano) tentativo di catturare Bip-Bip, o in film come Goonies di Steven Spielberg (chi si ricorda dell’assurdo meccanismo apri-cancello?). Poi un divertentissimo videogioco degli anni ’90, The Incredible Machine, presentava esattamente lo stesso concetto: lo scopo del gioco era proprio eseguire semplicissime azioni creando, con oggetti a disposizione, dei macchinari via via più complessi. Altro notevole esempio lo si può ammirare in una famosa pubblicità dell’Honda.

Esiste persino un campionato mondiale che si tiene tutti gli anni a Purdue, nell’Indiana (USA) e dove gli inventori di tutto il mondo possono lanciarsi nella costruzione di fantasiosi meccanismi.

Di recente, infine, la band OK Go (che già aveva stupito con il video dei tapis roulant, visto su YouTube da 50 milioni di persone) ha creato per la canzone This Too Shall Pass un video incredibile (compresa la regia!) dove , come in un domino, possiamo seguire l’evolversi di una gigantesca macchina di Golberg.

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