Torre di gelatoDopo la passione per la Nutella (leggi l’articolo qui), ora parliamo di gelato!

Dessert ormai senza stagione, industriale o artigianale, il gelato è divenuto sinonimo di piccolo momento di piacere. E’ una trasgressione impossibile da negare a grandi e piccini. Nelle sue mille varietà soddisfa i gusti e le esigenze di tutti, intolleranti al lattosio inclusi.

Il prodotto di oggi è frutto di evoluzioni di millenni, porta con sé l’intuizione di popoli antichi e vive dell’innovazione dei popoli moderni. Le origini sono a dir poco remote: i primi preparati furono realizzati da Greci e Romani, mescolando macedonie di frutta a miele e neve.

Prove storiche riportano poi l’utilizzo del “gelato” da parte degli Arabi, che reintrodussero l’alimento in Occidente, dopo la conquista della Sicilia nell’827. La ricetta araba prevedeva l’utilizzo di succhi di frutta e di zucchero.

Nel 1500 a Firenze, alla corte dei Medici, in occasione di una gara per il “piatto più singolare che si sia mai visto”, il pollivendolo Ruggeri portò al signore un sorbetto rimasto nella storia. Racconti circondano anche i “dolci ghiacciati”  allo zabaione inventati da Bernardo Buontalenti, artista appassionato di cucina del tempo.

Nel 1686 fu aperto a Parigi un primo caffè italiano capace di offrire dolcetti gelati, il Caffè Procope del palermitano Procopio dei Coltelli. Il confine italiano era stato varcato e la diffusione in Europa del prodotto ad opera di gelatieri palermitani e napoletani fu rapidissima.

Nel 1770 il gelato arrivò a New York, grazie al genovese Bosio. E fu lì, negli Stati Uniti, a Baltimora, che venne casualmente realizzato il primo gelato industriale, grazie a Jacob Fussel. Fussel, congelando casualmente della panna invenduta, infatti, creò l’Ice cream.

L’industria del freddo ottenne una vero e proprio riconoscimento nel 1900 all’Esposizione Mondiale di Parigi. Negli anni successivi, dopo l’invenzione del cono gelato da parte di Marchionni, si ebbe una rivoluzione sociale, con l’introduzione di una nuova moda di consumo del gelato per strada. Segui l’affermazione del mestiere di gelataio con il carrettino, soprattutto grazie all’emigrazione in Austria e Germania di gelati bellunesi.

Nel 1927 a Bologna, Otello Cattabriga inventò la prima gelatiera automatica, capace di riprodurre il movimento “stacca e spalma” tipico della lavorazione manuale. La distribuzione delle nuove gelatiere giunse sino in America, dove le gelatiere erano conosciute appunto con il nome di Cattabriga.

Con il ‘900 si ha anche l’evoluzione del gelato in termini di gusti. Si sviluppano i filoni del gelato alla crema, del gelato all’uovo e del gelato alla frutta. Il gelato alla frutta, talvolta detto anche “sorbetto”, risulta maggiormente rinfrescante e appesantisce meno di quello alle creme, poiché contiene più zuccheri che vengono bruciati velocemente dall’organismo. I gelati alle creme (a base di latte, panna, uova e zucchero) e quelli all’uovo (con uova e latte) contengono zuccheri, ma anche proteine omogeneizzate, che danno all’organismo maggiore energia e che divengono apporti ideali per persone dinamiche.

Ma se è vero che il gelato fornisce tanta energia e da’ tanta soddisfazione al nostro palato, ecco si spiega perché uno dei costumi alimentari più diffusi sia quello del… cono da passeggio!

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