Lancio del risoIl lancio del riso all’uscita degli sposi  da chiese o comuni è frutto di una lunga tradizione popolare che associa il riso ad un augurio di prosperità e benessere.

Nonostante mode e contro-mode che hanno visto la sostituzione del riso con petali di rosa (sempre di buon auspicio) o coriandoli (simulano l’effetto riso limitando lo spreco, ma bagnati sono impossibili da pulire…), il riso sembra rimanere il simbolo preferito per augurare il meglio agli sposi.

Le origini della tradizione sono da ricercare in leggende popolari e costumi d’un tempo. L’ipotesi maggiormente accreditata è quella che si rifà alla tradizione cinese.

Secondo un’antica leggenda cinese, il Genio Buono, commosso alla vista della sofferenza del suo popolo colpito da una grave carestia, chiese ai contadini di irrigare i campi con l’acqua del fiume e vi disperse i propri denti. Dall’acqua crebbero migliaia di piante di riso che sfamarono il popolo. La leggenda dunque associa il riso all’abbondanza e alla felicità che trova espressione nel sorriso umano, con i denti che si fanno seme di gioia futura.

Tesi minori ricollegano l’origine del costume a riti di tribù primitive, che consumavano riso per distogliere l’attenzione di spiriti cattivi dagli sposi, o semplicemente al legame riso-fertilità diffuso nei popoli antichi.

Oggi, il riso continua ad essere usato con lo stesso intento augurale. Innegabile lo spreco di cibo che ne deriva, ma innegabile anche la forza e la bellezza di una tradizione secolare. Un buon compresso sta nella scelta degli sposi di impartire direttive agli organizzatori dell’evento per limitare lo spreco, con la preparazione di coni misurati di riso da distribuire tra il pubblico e la diffusione della voce di evitare lanci goliardici di interi pacchi di riso da cucina.

Spesso viene consigliato di ricorrere a riso trattato e colorato, che evita macchie sugli abiti, ma che soprattutto crea bellissimi effetti scenici.

Al di là di tanti accorgimenti, di mille declinazioni della tradizione più o meno inspirate da buon senso e più o meno deviate da marketing e mode consumistiche della nostra società, è bello pensare come una tradizione tanto antica e tanto semplice possa perdurare.

Come in tutte le cose, sta a noi darvi il giusto valore, andando a ricercarne l’origine, comprendendone il significato e vivendone i segni con convinzione ma anche con moderazione. Penserete al buon Genio e al popolo affamato della leggenda la prossima volta che parteciperete ad un matrimonio?

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