Arancia riciclabileL’azienda Belvedere di Peccioli (Pisa) ha lanciato un progetto pilota per la riconversione dei rifiuti in combustibili, utilizzando la tecnologia americana del “dissociatore molecolare“.

L’impianto sperimentale, unico in Europa, è inserito in una delle più efficienti discariche italiane in gestione appunto alla Belvedere.

L’azienda si è fatta promotrice della creazione del primo parco fotovoltaico popolare con il contributo di 300 famiglie beneficiarie del megawatt di potenziale prodotto giornalmente.

Alla base dell’impianto e della tecnologia del dissociatore molecolare, vi è un processo di combustione dei rifiuti a basse temperature (max 400 °C) in assenza di ossigeno. A tale temperatura e in assenza di ossigeno le molecole di carta, legno, sostanze organiche e plastica non bruciano, ma si scompongono e si trasformano in miscela gassosa di ossido di carbonio e idrogeno.

La miscela può essere bruciata direttamente per scaldare il reattore e produrre elettricità, o può essere trasformata, tramite catalizzatori, in metano o idrocarburi liquidi.

Nel reattore restano solo vetro e metalli, materiali totalmente riciclabili. In un anno di sperimentazione è stata confermata l’assenza di diossine o altri inquinanti nel gas ed è stata testata la perfetta riutilizzazione anche di rifiuti vecchi, ovvero già interrati in discarica.

L’impianto sperimentale della Belvedere è da 5 tonnellate di rifiuti al giorno e ha richiesto un investimento di 800 mila euro. Alla base del modello aziendale vi è la compartecipazione di pubblico e privato (la Belvedere è per metà azienda comunale e per metà posseduta da 900 azionisti), l’impegno di famiglie beneficiarie del potenziale prodotto e valori fortissimi imperniati sui concetti di ecosostenibilità e riciclo.

Interessante come ciò che fino a pochi anni fa era pura fantascienza si stia facendo realtà: l’immondizia diventa risorsa!

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