Ad ognuno i propri jeansLa moda ha fatto del jeans un elemento base di tutti i guardaroba femminili e maschili. Anche i top manager più distinti ne hanno un paio da indossare nel tempo libero. E negli anni si sono alternati decine e decine di modelli.

Oggi la moda è un po’ più libera: esistono i must del momento ma esistono anche forme meno rigide che sopravvivono ai tempi e lasciano liberi di vestire il classico senza per questo cadere nell’old fashion.

Le donne, più attente ai dettami della moda, trovano compromessi tra l’innovativo e la forma. Si muovono così tra skynny (aderente a gamba stretta, ideale con i tacchi o infilato in stivali in pelle), boot cut (dalla forma sfasata), bell bottom (l’intramontabile zampa d’elefante, che ciclicamente si ripresenta sugli scaffali delle jeanserie), wide leg (a gamba larga e dritta per chi è meno in forma), 7/8 e pinocchietti (che lasciano scoperte caviglie e polpacci), baggy (un po’ da maschiaccio con cavallo basso e fianchi ampi) e harem (larghi sopra, strettissimi alle caviglie). Scelgono quelli aderenti se vogliono valorizzare le forme snelle, quelli con tasche voluminose se vogliono nascondere, quelli senza tasche se sono minute, con le tasche basse se hanno il busto corto…

Gli uomini puntano anzitutto alla praticità e tendono al riacquisto del modello in cui si sentono maggiormente a loro agio. Le ragazzine vestono aderente, i ragazzini vestono larghissimo con cavalli alle ginocchia e a rischio inciampo. Ultimamente si stanno diffondendo anche salopette in jeans per gli amici dell’uomo, a proteggere  e vestire zampette veloci a fianco dei piedi del padrone.

Tutti a cercare un equilibrio di forma tra tortura e immagine che permetta di stare bene nel corpo e nella mente.

(Vuoi conoscere l’origine dei jeans? Leggi l’articolo “Il colore dei jeans“)




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