SismografoIn questi ultimi mesi abbiamo assistito a diversi eventi sismici, sia in Italia (il terremoto in Abruzzo nell’aprile 2009) sia all’estero (ad Haiti lo scorso gennaio e in Cile pochi giorni fa). Spesso, per rendere conto della loro potenza devastante si usano delle scale di intensità (generalmente due).

Ma cosa sono la scala Mercalli e la scala Richter e che significato hanno?

Iniziamo dalla prima: la scala Mercalli (dal nome di Giuseppe Mercalli, un sismologo e vulcanologo italiano famoso in tutto il mondo) misura l’intensità di un terremoto dai suoi effetti visibili e dalla quantità di danni che esso provoca. Varia quindi in funzione della distanza, dal tipo di terreno, dalla solidità degli edifici, ecc.

La scala Richter invece, ideata nel 1931 dal sismologo americano Charles Richter, utilizza il concetto di magnitudo per conoscere l’effettiva intensità del sisma, ovvero l’energia sprigionata, dandone una valutazione più oggettiva. Il valore dellamagnitudo si calcola come il logaritmo della massima ampiezza delle oscillazioni che registrerebbe un sismografo a 100 chilometri dall’epicentro del sisma. In questo modo l’energia del sisma cresce all’aumentare della magnitudo: una unità in più nella scala significa un’energia trenta volte più grande.

Per farvi qualche esempio, il terremoto in Abruzzo era di magnitudo 5.8, quello ad Haiti di magnitudo 7.3,  il sisma in Cile era di magnitudo 8.8 e quello a Sumatra del 2004 (responsabile del tristemente famoso tsunami) addirittura di 9.3 (ovvero quasi un milione e mezzo di volte superiore all’energia sprigionata assieme dalle due bombe atomiche rilasciate a Hiroshima e Nagasaki).

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