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PandoroPasta soffice color oro, profumo leggermente vanigliato, forma a stella, superficie bruna spolverata di zucchero a velo: si dipinge nella nostra mente l’immagine di uno dei dolci più famosi del Natale ed è subito festa!

Diffuso ormai in tutto il mondo, rimane il dolce veronese per eccellenza.

La sua origine è dubbia: alcuni storici ne collocano la nascita nella Repubblica Veneta del ‘500, quando la tradizione voleva che il pasto nobiliare si concludesse con dolci a forma conica ricoperti di foglie d’oro, da cui per l’appunto il nome “Pan de Oro”.

Altri legano il dolce alla casata asburgica e alla diffusione tra il ‘700 e l’800 del tipico croissant “Pane di Vienna”, preparato con tecniche e ingredienti che richiamano quelli del Pandoro.

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Tè anticoSe l’origine della Nutella è legata in qualche modo alla forte tassazione del cioccolato puro in Piemonte nel primo dopoguerra (vedi articolo “Passione Nutella, tra storia e leggenda”), la diffusione della tradizione del tè (scritto anche “the“)per gli Inglesi ha un legame con la politica economica nazionale ancora più forte.

Nella patria della Twinings, infatti, cioccolato e tè sono stati oggetto di imposizione fiscale forsennata nel primo ‘700, tanto da essere divenuti tesori culinari per pochi. A Londra, il tè era diventato un vero e proprio simbolo di prestigio, tanto da sopraffare il consumo del caffè nelle caffetterie cittadine.

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Torre di gelatoDopo la passione per la Nutella (leggi l’articolo qui), ora parliamo di gelato!

Dessert ormai senza stagione, industriale o artigianale, il gelato è divenuto sinonimo di piccolo momento di piacere. E’ una trasgressione impossibile da negare a grandi e piccini. Nelle sue mille varietà soddisfa i gusti e le esigenze di tutti, intolleranti al lattosio inclusi.

Il prodotto di oggi è frutto di evoluzioni di millenni, porta con sé l’intuizione di popoli antichi e vive dell’innovazione dei popoli moderni. Le origini sono a dir poco remote: i primi preparati furono realizzati da Greci e Romani, mescolando macedonie di frutta a miele e neve.

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Un cuore di NutellaLa Nutella è una delle invenzioni italiane di maggior successo, con una diffusione mondiale.

La nascita ufficiale è collocata nel 1964 alla Ferrero di Alba, ma le origini risalgono al primo dopoguerra. In quegli anni in Piemonte era andato diffondendosi il cioccolato gianduia contenente pasta di nocciole, divenuto di uso comune dopo l’introduzione di pesanti tasse sull’importazione dei semi di cacao: il gianduia rappresentava l’alternativa economica al cioccolato convenzionale.

Nella pasticceria Ferrero di Alba, mastro Pietro Ferrero lavorava alla creazione di prodotti derivati dal gianduia per offrire qualcosa di nuovo ai propri clienti. Qui l’intuizione di amalgamare il gianduia con il burro di cocco, per ottenere una crema da versare in stampi rettangolari e da raffreddare. I panetti risultanti erano venduti a fette.

Il primo nome dato al dolce fu “Giandujot”. Ne seguì l’idea di creare mono-porzioni a quadrattino, i famosi “cremini”.

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AsiagoNella Piana di Marcesina sull’Altopiano di Asiago (Vicenza) sono stati rinvenuti suppellettili di 13 mila anni fa riconducibili all’arte casearia, scoperti in una sorta di caseificio preistorico.

I ricercatori del Museo Tridentino di Scienze Naturali ipotizzano che in quel luogo fossero stati condotti dei primi esperimenti caseari da parte di un gruppo di cacciatori-raccoglitori.

Il gruppo si sarebbe stabilito nell’area e si sarebbe via via dedicato all’allevamento di animali da latte. Allevamento e industria casearia fanno tutt’ora parte dell’economia locale e l’Asiago di Asiago è andato affermandosi come uno dei formaggi più noti della cucina nazionale.

Come dire: dall’arte della sopravvivenza a quella culinaria dei nostri tempi!

Olio e oliveI ricercatori dell’Istituto di Fisica applicata “Nello Carrara” e dell’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Cnr di Firenze, in collaborazione con l’Università Vrije Universiteit di Bruxelles, hanno sviluppato una tecnologia a fibre ottiche in grado di dimostrare e quantificare la contraffazione dell’olio di oliva.

Si tratta di una sorgente laser “supercontinuum” in grado di rivelare la presenza di oli miscelati.

L’applicazione della tecnologia nel settore oleario permetterà di prevenire le frodi di miscelazione degli oli, spacciati poi per oli extravergini di alta qualità.

La stessa tecnologia è in via di sperimentazione per l’utilizzo nei campi dei succhi di frutta, delle birre, dei vini e di svariati prodotti alimentari liquidi.

Si cerca quindi di mettere un freno alle (sempre più numerose) frodi alimentari: meglio essere sicuri di cosa mettiamo sotto i denti!