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Indice Big MacQuando si parla di crisi, rallentamento dei consumi e riduzione del potere di acquisto, ci si ritrova a spaziare tra paroloni incomprensibili e visioni più o meno apocalittiche di povertà diffusa.

Ma non tutti gli indicatori sono prettamente economici o finanziari: esistono infatti indici più vicini alla gente comune che permettono di materializzare i grandi concetti economici. Un esempio è l’indice Big Mac, introdotto dall’Economist nel 1986, che misura in maniera informale il diverso potere di acquisto delle valute mondiali basandosi sul prezzo del famoso hamburger nei vari Paesi.

Un altro esempio è quello dell’indice Noodles o anche detto “Shin Ramyun Index” dal nome della zuppa sud-coreana istantanea più diffusa al mondo (e ovviamente consumata soprattutto in Oriente). L’indice è basato sul dato di consumo di un piatto povero come i noodles per indicare il grado di crisi economica di un Paese.

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Casa in euroQuando si parla di prima casa si disegna nella nostra mente l’idea tenera e romantica di un primo grande progetto di vita. Purtroppo segue a ruota la minaccia o la consapevolezza di una responsabilità economica al di sopra delle proprie risorse immediatamente spendibili.

Ci si addentra allora nella giungla di mutui, prestiti e tassi. C’è qualche regola per capire quale direzione seguire?

Leggendo articoli e opuscoli sul tema si scopre che la prima indicazione è semplice… non fare il passo più lungo della gamba!

Francesco Carlà, giornalista, docente universitario e presidente di Finanza Word, dalla rubrica Soldi e Felicità (Vanity Fair, Agosto 2010)  spiega che un reddito certo intorno ai 30mila euro all’anno sia presupposto basilare per una richiesta di mutuo attorno ai 100mila euro. Per ogni 50mila euro in più di debito servono altri mille euro in più al mese di reddito.

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