Google è un mio grande amico! Lo uso ormai per cercare (e trovare) qualsiasi cosa, dal numero di telefono di qualche vecchio compagno alla ricetta del risotto alla milanese (che generalmente ignoro e il tutto si conclude in “vai al Lidl, compra la busta col risotto precotto, mangia il risotto precotto. Prima dovevi cucinarlo, il risotto precotto!”).

Ieri, sopraffatto dalle sterminate potenzialità offerte da questo motore di ricerca… non sapevo più cosa cercare! Giuro! Black-out completo… Sono rimasto per qualche minuto così, inebetito… I miei due occhioni vuoti a fissare le sue due “OO” colorate… Loro fissavano me e io fissavo loro… Poi, timidamente, ho scritto “dov’è”. Non che ci fosse un motivo, non cercavo nulla di particolare.

Google, che sa cosa voglio (visto che io proprio non lo sapevo), mi ha offerto una lista di possibili ricerche (presumo siano quelle più importanti, più richieste o con un maggior numero di risultati). Ed eccoci al punto: non mi ero mai accorto dell’assurdità dei suggerimenti di Google quando si inseriscono parole di uso comune. Volete qualche esempio?

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